“Je suis l’autre”. Giacometti, Picasso e gli altri. “Il Primitivismo nella scultura del Novecento”

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primitivismo museo nazionale romano

 

L’ Hotel Trevi ama prendersi cura dei propri ospiti in maniera completa, anche suggerendo eventi interessanti e particolari come la mostra “Je suis l’autre”.

Dal 28 Settembre 2018 al 20 Gennaio 2019, presso le Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, una delle sedi del Museo Nazionale Romano,  saranno presenti 80 opere, tra sculture di grandi maestri del Novecento, capolavori di arte etnica e popolare, databili tra il XV e l’inizio del XX secolo e una selezione di opere precolombiane.

La mostra è curata da Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, promossa dal Museo Nazionale Romano, diretto da Daniela Porro, e dal Museo delle Culture di Lugano con Electa.

 

Il visitatore potrà ripercorrere, attraverso le cinque aree tematiche che articolano la mostra, i diversi ambiti dell’esplorazione interiore che gli artisti del Novecento hanno indagato ispirandosi all’arte primitiva.

 

Le sezioni della mostra:

– L’infanzia dell’essere: sulla concezione della scultura come atto creativo più ancestrale;
– La visione e il sogno: sull’esplorazione di aree cognitive legate all’inconscio;
– Il mondo magico: sul rapporto fra medium, mito e tecnica;
– Amore e morte: sulla dicotomia riguardante le aree concettuali della creazione e della distruzione;
– Il visibile e l’invisibile: sulle ricerche inerenti le aree dell’ambiguo e dell’ignoto.

 

Il Primitivismo

 

A partire dagli ultimi anni dell’ Ottocento, con l’ incremento degli studi di antropologia e con la nascita di collezioni di oggetti etnografici, si sviluppa l’ interesse da parte di alcuni artisti del primo Novecento nei riguardi dell’arte africana. Infatti sculture in legno e in avorio, maschere, totem, e altri manufatti decorativi  giunti in Francia grazie alla sua espansione coloniale verso l’Africa, catturarono gli artisti anche delle generazioni successive.

Picasso, dopo una visita presso il Museo Etnografico di Parigi appunta “Le maschere non erano sculture come le altre. Erano oggetti magici”. La stessa attrazione avranno altri artisti come Guillaume Apollinaire, Max Ernst, Man Ray, a dimostrare la generale necessità di purificazione dalla realtà, liberata da ogni  accademismo . Da questo incontro nasceranno nuove opere in stile arcaico e primitivo, in cui si manifestava l’ esigenza di una sorta di catarsi da quel mondo occidentale che aveva perso ogni contatto con le origini e armonia con la natura. Le stesse arti etniche e popolari, che esprimevano il loro fascino nella mancanza di mediazione tra l’ umano e il divino, furono rivitalizzate.

La scultura per la prima volta si manifesta come la metafora di una ricerca percorsa da ogni artista in maniera  autonoma e personale, un’arte che rivela le proprie tensioni profonde. In questo modo la scultura muta conosce nuovi materiali e nuove forme espressive.

 

La rivoluzione si protrasse nei decenni successivi e per alcuni artisti si risolse prevalentemente in maniera superficiale e stilistica,  ma per altri rappresentò una vera e propria ricerca delle origini, un percorso angusto che liberò la scultura occidentale dal suo conformismo espressivo.

 

Alberto Giacometti, Pablo Picasso, Arnaldo Pomodoro, Piero Manzoni, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Georges Braque, tutti presenti alla mostra, sono solo alcuni degli artisti ad aver liberato le loro sculture da ogni inibizione ideologica, rappresentando l’ evoluzione artistica che la mostra documenta in maniera articolata e completa.

Una nota particolare merita il catalogo che accompagna la mostra, edito da Electa e a cura di Francesco Paolo Campione e Maria Grazia Messina, in cui sono riportati i numerosi saggi e una nutrita antologia sulle «arti primitive» lette dagli artisti del Novecento, offrendo un’ampia visione dei significati delle opere in mostra e, in generale, del tema del Primitivismo nell’arte del XX secolo.

 

Costi e Orari

Intero € 13, Ridotto € 8

Dal Martedì alla Domenica h 9 – 19.30, Lunedì chiuso

Informazioni e prenotazioni

06 45210411

www.museonazionaleromano.it/it/163/terme-di-diocleziano