Monet: al Vittoriano i capolavori della pittura en plein air

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Monet al Vittoriano hotel trevi

Una timida primavera sveglia Roma dal suo torpore e, dalle parti dell’Hotel Trevi, i profumi e i colori della stagione dei fiori ci ricordano un appuntamento importante: la mostra di Monet, ospitata nell’Ala Brasini del complesso del Vittoriano.

Il sole gentile e la temperatura gradevole, già nei primi giorni di Marzo, ci invitano fuori ed una breve passeggiata ci conduce in pochi minuti a Piazza Venezia. L’altare della Patria e l’imponente colonna Traiana ci strappano uno sguardo ammirato; poi il verde che emerge rigoglioso dai resti dei Fori ci ricorda della nostra meta. Monet e il suo impressionismo naturalistico ci attendono.

Il naturalismo di Monet: un cacciatore di luce, un creatore di colore

All’ingresso della mostra, un breve filmato introduttivo fornisce ai visitatori le giuste coordinate per porsi consapevolmente di fronte alle opere di Monet. Un artista che ha rivoluzionato il panorama artistico del suo tempo e cambiato per sempre lo sguardo che unisce pittura e natura.

Dai cenni biografici, scopriamo il profondo amore di questo artista per il giardinaggio e i fiori: un legame che diviene il leitmotif strutturante della mostra. Molti dei quadri esposti infatti, provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, sono i dipinti di cui lo stesso autore volle circondarsi durante i suoi ultimi anni di vita, nel suo cottage di campagna a Giverny. Vedute di rose, di salici e delle celeberrime ninfee; scorci di viali o immagini del caratteristico ponte giapponese che sorgeva nel parco della piccola casa di campagna.

Monet sperimenta, tanto sulle tele quanto sulla sua terra: coltiva nuovi ibridi, incrociando diverse specie floreali, e li ritrae, divenendo vero artefice del soggetti dei suoi dipinti. E tuttavia, il suo istinto di “cacciatore” di vedute è un carattere evidente in tutte le sue opere.  Una delle scelte più interessanti dell’allestimento è senz’altro la decisione strategica di esporre una accanto all’altra opere raffiguranti lo stesso soggetto, colto in diversi momenti della giornata o in diverse stagioni dell’anno.

Luce e colore sono i veri protagonisti delle tele di Monet: gli elementi di un’estetica della percezione pura, che lascia la realtà libera di esprimersi e “impressionare” l’osservatore.

Opere Esposte

Sono esposte circa 60 opere: paesaggi rurali e urbani, raffiguranti Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville, Dolceacqua. Fiumi, laghi e stagni sono presenti nella maggior parte delle opere: riflessi ed increspature, nebbie e foschie, sono elementi che permettono ai pennelli di Monet di esprimere la sua poetica nella sua forma più intrigante e caratteristica.

Altrettanto presenti sono i soggetti floreali e naturali, soprattutto nella seconda parte della mostra. Il passaggio in questa seconda area è marcato dal transito obbligato lungo un “corridoio esperienziale” sulle cui pareti sono proiettate ipnotiche animazioni delle celebri ninfee, così spesso protagoniste delle tele dell’artista.

Qui l’impressionismo indugia in forme più astratte ed i colori si fanno più accesi ed irreali: una piega stilistica che coincide con un aggravarsi dei problemi alla vista di Monet, durante i suoi ultimi anni a Giverny. Le pennellate si fanno più energiche e pregnanti, prefigurando in qualche modo correnti artistiche successive e contemporanee.

La luce rimane un elemento predominante, e si avvolge come una fiamma viva su forme naturali, fiori e rami fino a riverberare nelle iridi di chi osserva i quadri.

A fare da contrappunto alla poetica più matura dell’artista, nelle primissime stanze sono invece esposti disegni caricaturali giovanili dell’autore; i suoi primi promettenti approcci all’arte figurativa; così come i ritratti familiari dei propri figli, anch’essi realizzati secondo uno stile più convenzionale, ancora distante dagli stilemi di quello che sarà poi conosciuto come movimento impressionista.

 

Il Monet giardiniere prevale sul vedutista

La mostra è senz’altro un’opportunità interessante, in grado di riscuotere un successo tale da essere prorogata ben oltre le date inizialmente previste. Chi subisce naturalmente il fascino dello stile impressionista troverà un piccolo paradiso fiorito in cui perdersi piacevolmente tra le opere di uno dei capostipiti del movimento. Ad altri amatori, forse, lo spazio dedicato alle opere a soggetto naturalistico potrebbe apparire sproporzionato, a discapito di una produzione pittorica paesaggistica più conosciuta e forse più suggestiva.

Tuttavia, nonostante alcuni “notabili assenti” tra i quadri esposti, la mostra si dimostra un percorso stimolante e coerente. Una finestra aperta su un mondo più intimo, privato, in grado di rivelare il carattere di un pittore rivoluzionario, tra i più importanti dell’arte moderna europea.